OVERVIEW LAMIERA


Indagine di Demoscopea per Publitec


La casa editrice Publitec ha commissionato a Demoscopea un'indagine che fotografa il comparto delle aziende del settore LAMIERA: imprese piccole e piccolissime, che lavorano quasi sempre su progetto del committente ed in prevalenza per il mercato italiano. Una galassia che conta 15.200 imprese, di cui oltre la metà in conto terzi: 8.600 aziende per la precisione. Il 56% del totale, per la gran parte piccole e piccolissime e rivolte al mercato italiano.

L'indagine che ha setacciato il comparto è stata presentata a Parma nel corso dell'ultima edizione della fiera Subfornitura. Il maggior numero di imprese del settore, secondo l'indagine, è costituita da aziende di carpenteria (12.300, di cui 4mila carpenterie metalliche contoterziste), seguite dalle imprese che effettuano stampaggio e tranciatura (1.500 imprese) e lavorazione della lamiera (1.400 operatori, di cui ben 1.200 contoterzisti).

A quanto emerge dal campione Demoskopea, le aziende che effettuano lavorazioni conto terzi risultano per la gran parte di dimensioni minime: hanno nella maggioranza dei casi meno di 10 addetti (68%, di cui la metà fino a 4 addetti); appena il 13% ne conta da 11 a 15, il 18% arriva ad oltre 15. La produzione su commessa è il modello prevalente (73%), a cui si aggiungono la singola lavorazione conto terzi (43%) e la realizzazione di prodotti propri (20%).

Quanto alle caratteristiche del settore, la modalità di progettazione si basa soprattutto sul progetto fornito dal committente (75% dei casi), in qualche caso su progetto sviluppato dall'ufficio tecnico (6%) o con entrambe le modalità (19%). In totale, il 94% degli operatori riceve il progetto dal committente: tra le modalità di trasmissione continua a prevalere il supporto cartaceo, ma un 32% utilizza già il formato digitale. La maggior parte delle aziende che ricevono i progetti su supporto cartaceo, fa notare l'indagine, offre nella conversione del progetto la propria esperienza per ottimizzarlo, apportando migliorie anche importanti al particolare da produrre.

Quali sono i settori di sbocco per i subfornitori della lavorazione lamiera?

In testa le macchine per industrie (a cui si rivolge il 51% degli operatori), a pari merito con la meccanica (fine e varia). Seguono ben distaccati i settori elettronica/elettromeccanica (22%), arredamento (21%), automotive (19%), edilizia (16%), casalinghi e ristorazione (13%), riscaldamento e condizionamento (12%), carpenteria industriale. Ultimi, con quote intorno al 5%, elettrodomestici bianchi, attrezzature agricole e idrosanitari.

L'Italia resta prevalentemente il mercato di sbocco: il 71% del fatturato del comparto viene realizzato nell'Italia del Nord, il 4% all'estero, l'11 ed il 14% rispettivamente nell'Italia meridionale e centrale.

Sul versante tecnologico, quasi tutte le aziende della lavorazione lamiera in conto terzi offrono taglio (92%), saldatura e piegatura (75 e 73%). Una quota minore esegue anche finitura superficiale (43%), stampaggio (24%) e trattamenti termici (14%). Le macchine installate in officina sono in numero molto variabile, ma il 32% degli operatori ne utilizza da sei a dieci, con una fetta del 13% che ne possiede 21 e più.

L'automazione è ormai abbastanza diffusa, se si considera che nel 24% delle aziende tutte le principali macchine sono automatiche; ma resta una fetta del 37% che non utilizza affatto l'automazione. Le macchine automatiche sono soprattutto stand alone manuali (54%), isole completamente automatiche (35%) o di entrambi i tipi (12%). Le lavorazioni su cui il livello di automazione è maggiore sono piegatura, punzonatura, saldatura e cesoiatura. Quanto alle evoluzioni tecnologiche attese, secondo gli operatori del settore è il taglio laser (per 50% delle imprese), seguito da punzonatura (18%), taglio ad acqua (13%), taglio plasma (13%). Incassano tra il 3 e l'11% dei consensi invece ossitaglio, stampaggio, cesoiatura, saldatura e piegatura.

Guardando al futuro, la metà degli operatori punta ad aumentare sempre più la propria specializzazione, ad incrementare la capacità produttiva aumentando il numero delle macchine o automatizzando il parco esistente; il 17% incrementerà il livello di automazione.

Qualità dei particolari e rispetto dei tempi di consegna sono, secondo gli imprenditori, le componenti di servizio più importanti per i committenti. Tra problemi più sentiti: quello del reperimento di personale qualificato: è il più sentito dal 73% delle imprese. Seguono, con distacco, pressione fiscale (per il 14%), costi delle materie prime (12%) e rispetto dei tempi di consegna (11%).