Con
il termine Rapid Prototyping si intende un insieme di processi che realizzano
modelli e componenti per addizione di materiale layer by layer a partire
da un modello matematico tridimensionale. Diversamente da tutte le macchine
tradizionali che funzionano per sottrazione successiva di materiale da un
blocco nel quale è contenuta la forma che si vuole ricavare, i sistemi
di RP fabbricano strati successivi di materiali costituiti di volta in volta
da liquidi, polveri, fili o laminati; così strato dopo strato, queste
macchine ricostruiscono loggetto che rappresenta il modello matematico
di partenza.
Prima
però di parlare specificamente dei diversi processi costruttivi,
occupiamoci del collegamento che deve esistere fra CAD e sistema RP per
poter generare il modello desiderato.
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Il
prototipo deve essere disegnato al CAD utilizzando un modellatore tridimensionale
solido o superficiale, soprattutto nel caso dei modellatori superficiali
bisogna porre particolare attenzione alla chiusura e alla connessione
di tutte le superfici, onde evitare che siano presenti gap o sovrapposizioni
che vadano a inficiare il risultato del lavoro di modellazione.
Successivamente
il modello CAD viene elaborato secondo il metodo introdotto dalla 3D Systems,
che per il momento è lunico standard ed è accettato
da tutti i costruttori. Questo metodo prevede la tassellizzazione (o mesh)
della geometria definita utilizzando elementi triangolari. Questo procedimento
si realizza approssimando tutte le superfici a una distesa di triangoli,
luno accostato allaltro. Inevitabilmente questo passaggio
introduce un errore che viene valutato misurando la distanza tra il baricentro
del triangolo e la superficie (solitamente una calotta). Questa scelta
permette di infittire il numero dei triangoli in presenza di una superficie
curva del modello e di conseguenza di raggiungere una approssimazione
migliore.
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La
meshatura generata viene salvata in un file detto STL (da STereoLithography)
di tipo ASCII o binario. Nel primo caso, laspetto è di questo
genere:
solid
ascii
facet normal 1.000000e+00 -0.000000e+00 0.000000e+00
outer loop
vertex 5.750587e+01 4.543194e+01 -2.884441e+01
vertex 5.750587e+01 3.943194e+01 -2.884441e+01
vertex 5.750587e+01 4.243194e+01 -2.900000e+01
endloop
endfacet
...
facet normal 1.000000e+00 0.000000e+00 0.000000e+00
outer loop
vertex 5.750587e+01 3.943194e+01 2.884441e+01
vertex 5.750587e+01 4.543194e+01 2.884441e+01
vertex 5.750587e+01 4.243194e+01 2.900000e+01
endloop
endfacet
end solid
Come
si può vedere è un formato molto banale e ridondante nel
quale sono indicati per ogni triangolo le tre coordinate spaziali dei
tre vertici ed i tre coseni direttori della normale esterna alla superficie
così definita.
La
triangolarizzazione dovrebbe essere sempre effettuata allinterno
dellambiente CAD: quando questo non è possibile (per la mancanza
nel sistema del modulo di salvataggio in formato STL) è necessario
utilizzare dei formati di interscambio (quali IGES, VDA o altri) e convertire
il file in STL con dei CAD o dei convertitori software creati appositamente
per questo scopo. È necessario ridurre al minimo questi passaggi
intermedi per evitare il deterioramento della "matematica" del
modello e la necessità di andare a riparare i file STL in uscita
per la presenza di superfici non connesse o con incoerenze, che non possono
essere trattate da un sistema RP.
Spesso,
però, può capitare che anche senza utilizzo di formati di
dati intermedi, il file STL creato sia di scarsa qualità o comunque
debba essere "riparato": è quindi necessario che la workstation
dedicata al RP sia equipaggiata con software adeguato.
Il
file STL che rappresenta il modello discretizzato, deve essere poi sezionato
con piani paralleli per ottenere le coordinate del contorno di ciascuna
sezione. Loperazione (detta slicing) viene generalmente eseguita
dal calcolatore che controlla la macchina di prototipazione, anche se
la tendenza attuale è quella di trasferirla nellambiente
CAD per alleggerire il software di gestione della macchina.
Lo
slicing è unoperazione critica perché condiziona in
modo determinante la precisione del prototipo. In alcune tecnologie può
essere uniforme, dando origine a strati di spessore costante oppure adattivo
ed in tal caso lo spessore verrà scelto in funzione della curvatura
superficiale, per limitare al massimo laspetto a gradini della superficie
esterna. In questo secondo caso, quindi, la precisione del modello è
sostanzialmente migliore, senza aver appesantito il file contenente i
punti del contorno delle sezioni.
Le
problematiche ancora aperte sullinterfacciamento fra CAD e sistemi
RP riguardano principalmente la verifica delle connessioni tra superfici
e la scelta della migliore strategia per la triangolarizzazione e lo slicing
Diverse
tecniche per diversi materiali
Ora
presenteremo alcune delle più note e diffuse tecniche di RP disponibili
sul mercato, evidenziandone le particolarità e le problematiche.
Lidea della produzione per piani sovrapposti accomuna tutte le tecniche
che si differenziano luna dallaltra sostanzialmente per i
materiali impiegati e per il principio fisico sfruttato. Per ciascun materiale
sono inoltre possibili tecnologie differenti per la realizzazione e lunione
delle sezioni. I materiali utilizzati sono classificabili nei seguenti
gruppi:
- Fotopolimeri
- Sabbie e polveri di metallo, di cera, di ceramica, di termoplastici
- Fogli di carta termoadesiva
- Fili di cera e termoplastici
- Altri materiali |